Il 3 e il 4 ottobre 2026 la città di Arezzo si trasforma nuovamente in un grande mercato del passato. Il centro storico, da Piazza Grande alle vie laterali, si riempie di stand che propongono antiquariatomodernariato e pezzi vintage. L’evento attira collezionisti, curiosi e famiglie alla ricerca di oggetti dimenticati o di un potenziale investimento, creando un vero e proprio micro-teatro umano dove chi osserva, chi contratta e chi fotografa si alternano in una danza di scoperta.
Il fascino del ricordo si mescola all’atmosfera di mercato facendo di questa edizione una delle più sentite dell’anno.
Il percorso fotografico di Felice Rogialli
Il fotografo Felice Rogialli ha catturato l’essenza della manifestazione con una serie di immagini che vanno dai banchi più affollati alle espressioni dei visitatori. Le sue foto alternano quadri ampi, che mostrano l’intera piazza animata, a dettagli minuziosi di oggetti: una teiera d’epoca, un orologio da tasca, un canto di velluto consumato dal tempo.
Rogialli riesce a trasformare il semplice atto di osservare in una narrazione visiva rendendo tangibile il valore emotivo di ogni pezzo. Le immagini, diffuse sui canali social, hanno già innescato discussioni su prezzi, autenticità e ricordi familiari, dimostrando che la fotografia è un vero strumento di partecipazione culturale.
Dettagli organizzativi e numeri della manifestazione
Quest’anno la fiera ha riunito circa 230 antiquari tra cui 23 spuntisti provenienti da tutta Italia, che hanno allestito i propri banchi lungo Piazza Grande, in Piazza Sant’Agostino e nelle stradine adiacenti. Il Mercatino dei Non Professionisti, situato nella stessa piazza Sant’Agostino, ha offerto creazioni artigianali completamente fatte a mano, arricchendo il panorama con proposte uniche.
Complessivamente sono state pubblicate 63 foto che documentano l’evento, molte delle quali evidenziano momenti di scambio, contratti improvvisi e la ricerca di pezzi “visti nei nonni”. L’edizione del 2025 aveva toccato quasi quarantamila visitatori un dato che gli organizzatori sperano di superare nuovamente.
Regolamento, illuminazione e ritorno delle aste
Le autorità comunali hanno approvato alcune modifiche operative per rendere la fiera più sostenibile e sicura. È stato confermato il divieto dei prodotti seriali (abbigliamento di produzione industriale e semilavorati recenti) per tutelare la qualità dell’offerta. Il nuovo regolamento richiede che gli oggetti antiquariato abbiano almeno cinquanta anni di età, mentre il modernariato deve risalire a più di venticinque anni. L’illuminazione di Piazza Grande è stata potenziata con fari a LED, consentendo ai banchi di rimanere aperti fino alle 19:00 in orario legale. Inoltre, il sindaco ha annunciato il ritorno delle aste pubbliche una pratica rimossa negli anni precedenti e ora considerata elemento attrattivo per collezionisti e pubblico.
Prospettive per le prossime edizioni e collegamenti con altri eventi
La Fiera di ottobre segna l’inizio di una stagione di grandi appuntamenti nella città: una settimana dopo si terrà il Mercato Internazionale mentre a metà novembre è prevista la Città del Natale che trasformerà Arezzo in un villaggio festivo. Gli organizzatori stanno già valutando la possibilità di una nuova edizione di dicembre, che potrebbe coincidere con l’Immacolata, per sfruttare l’affluenza invernale. Il nuovo assessore, Francesco Marcantoni ha indicato la volontà di potenziare ulteriormente la rete di espositori nazionali, puntando su una selezione più curata di antiquari di prestigio. Tutto indica che la fiera continuerà a crescere, consolidando il ruolo di Arezzo come nodo cruciale per il collezionismo italiano.
