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Scopri i giardini nascosti di Venezia e la loro storia

Un viaggio tra i giardini più belli e meno conosciuti di Venezia, dove arte e natura si incontrano.

Venezia è famosa per i suoi canali, le piazze affollate e i palazzi barocchi, ma pochi visitatori si fermano a osservare i giardini di Venezia che punteggiano la città lagunare. Questi spazi verdi, spesso inseriti tra le calli strette o accanto a musei e teatri, custodiscono secoli di storia, arte e botanica.

Dalla grandezza dei Giardini Pubblici di Castello alle intime oasi monasteriche, la città offre un ventaglio di esperienze floreali che meritano di essere esplorate.

Giardini Pubblici di Castello e Giardini Reali: le mete storiche

Realizzati tra il 1808 e il 1812 su ordine di Napoleone Bonaparte, i Giardini Pubblici di Castello sono tra i primi parchi pubblici d’Italia.

L’enorme area di 42.000 mq fu successivamente affidata all’Ente della Biennale, che vi eresse ben 29 padiglioni espositivi. Oggi il parco è il cuore della Biennale d’Arte, ma conserva ancora spazi di verde dove passeggiare lontano dal brusio delle mostre. Non meno affascinanti sono i Giardini Reali collocati tra le Procuratie Nuove e il Bacino di San Marco; il loro design neoclassico, il ponte levatoio restaurato e la fioritura primaverile li rendono una tappa obbligata per chi cerca tranquillità nel cuore della città.

La Serra Margherita e gli spazi culturali

All’interno dei Giardini Pubblici di Castello si trova la Serra dei Giardini, conosciuta anche come Serra Margherita. Costruita in stile Liberty con strutture in ferro e ampie vetrate, ospita una fioreria, un caffè accogliente e una serie di laboratori didattici dedicati al mondo naturale.

Il luogo è spesso sede di eventi culturali, conferenze e mostre temporanee, offrendo ai visitatori la possibilità di unire l’apprezzamento botanico a quello artistico.

Orti storici e botanici: Hortus Redemptoris, Parco Savorgnan e Giardino Mistico

Sull’isola della Giudecca, il convento dei Frati Cappuccini custodisce l’Hortus Redemptoris, un orto di circa 2.500 piante che spazia dagli ulivi secolari ai cipressi, dalle specie aromatiche alle viti rampicanti. Al centro si erge una vasca di ninfee, mentre un pergolato avvolto da rose e glicini aggiunge un tocco romantico. A poca distanza, il Parco Savorgnan nasce come orto botanico e si sviluppa oggi in un ampio spazio pubblico dotato di panchine, fontanelle d’acqua potabile e un’area giochi; tra la vegetazione, si inseriscono statue e architetture storiche che raccontano la vita aristocratica veneziana. Il Giardino Mistico collocato nel Convento degli Scalzi, si ispira ai giardini monastici medievali e permette di scoprire la biodiversità lagunare attraverso sentieri profumati di erbe aromatiche e una collezione di piante autoctone, visitabile su prenotazione dalla primavera all’autunno.

Spazi contemporanei e curiosi: Labirinto di Borges, Giardini Papadopoli e altri

Un’attrazione davvero singolare è il Labirinto di Borges realizzato nel 2011 sull’isola di San Giorgio Maggiore dalla Fondazione Giorgio Cini. Formato da 3.250 cespugli di bosso, il labirinto riproduce il nome dell’autore argentino Jorge Luis Borges; lungo il percorso si incontrano simboli tratti dal suo immaginario – una clessidra, una tigre, specchi e un grande punto interrogativo – che trasformano la passeggiata in un’esperienza letteraria. Poco distante, i Giardini Papadopoli situati vicino a Piazzale Roma, offrono una breve boccata d’aria prima di entrare nel sestiere di Santa Croce, consentendo ai viaggiatori di rigenerarsi dopo il viaggio in traghetto. Altri piccoli spazi, come il Giardino dei Sette e il Parco del Ghetto, completano la rete verde veneta, dimostrando che anche in una città così densamente costruita esiste spazio per la natura.

Per chi vuole immergersi in questi angoli segreti, è consigliabile portare con sé una mappa dettagliata o scaricare un’app di navigazione specifica per Venezia, poiché alcuni giardini sono raggiungibili solo a piedi o in barca. Inoltre, la maggior parte dei parchi è aperta tutto l’anno, ma alcuni, come il Giardino Mistico, richiedono prenotazione anticipata. Con un po’ di pianificazione, è possibile combinare la visita a un museo o a una mostra con una pausa rinfrescante tra i viali alberati, trasformando il classico itinerario turistico in un’esperienza più autentica e rilassante.

Scritto da Beatrice Beretta

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