Bormio, in Valtellina, è una destinazione che unisce sport, natura e cultura in un mix perfetto. Con le sue montagne, i sentieri e le tradizioni, offre un’esperienza unica per chi ama il ciclismo e la natura.
Il viaggio inizia già con l’arrivo a Bormio, un luogo dove il tempo sembra fermarsi.
La ciclabile che parte da Tirano e arriva a Bormio è una delle più belle del nord Italia, offrendo panorami mozzafiato e un tuffo nella natura.
Il Sentiero Valtellina: un viaggio tra natura e cultura
Il Sentiero Valtellina è una delle ciclopedonali più belle del nord Italia. Partendo da Colico, sul lago di Como, si sviluppa per 114 chilometri; da Tirano, invece, arriva a circa 40 chilometri e accompagna verso le vette di Bormio seguendo il corso dell’Adda.
Non si tratta di un semplice trasferimento, ma di un tuffo nella natura seguendo ritmi finalmente più rilassati. Ci si inoltra in un territorio ampio, punteggiato di meleti e filari di vite che salgono sui terrazzamenti di pietra: è la viticoltura “eroica” che produce il Nebbiolo, qui chiamato Chiavennasca.
L’acqua del fiume scorre scrosciando accanto alla ciclabile e trasmette una nota fresca.
Si attraversano così piccoli borghi, vecchi masi di pietra, prati e campi coltivati a segale e grano saraceno, che qui vengono usati per i pizzoccheri e il pane nero.
Grosio: un borgo medievale da scoprire
Grosio conserva ancora un’atmosfera quieta e segni evidenti del passato medievale, come il Castello Nuovo e il Castello Vecchio di San Faustino, con il suo campanile romanico a scandire il profilo del borgo.
Salite alpine: emozioni forti e panorami mozzafiato
La salita verso Bormio, soprannominata la Magnifica Terra è dolce e costante. Senza quasi accorgersene si passa dai 441 metri di Tirano ai 1.225 metri, dove la colonna sonora è quella tipica dell’alta quota, scandita dai canti di cince, fringuelli e merli.
Bormio è uno dei templi europei del ciclismo alpino: oltre ai Passi dello Stelvio, del Gavia e del Mortirolo, resi celebri dal Giro d’Italia, oggi si stanno scoprendo salite meno note ma affascinanti, raccolte nel progetto Stelvio Epic Rides .
L’ascesa da Cepina a Monte è una di queste. Una strada stretta, quasi nascosta, che si infila nel bosco. Poche auto, solo curve regolari immerse nei larici.
Si sale nel silenzio, accompagnati dal metronomo del respiro. Poi, negli ultimi tornanti, il bosco si apre all’improvviso e compare tutta l’Alta Valtellina con i suoi prati, i paesini e, sullo sfondo, le cime ancora macchiate di neve.
Diversa l’atmosfera della salita al Forte Venini di Oga. Qui la strada si arrampica nel verde con tornanti perfetti fino a raggiungere il forte militare della Prima guerra mondiale. Il panorama si apre a 360 gradi sulle montagne circostanti mentre la fortezza appare improvvisa: una vista spettacolare.
Ma la salita che resta davvero impressa è la Strada dei Forni. Da Santa Caterina Valfurva la strada si impenna sfiorando il 20 per cento, mentre il paesaggio diventa sempre più severo. Gli alberi si diradano, le rocce prendono il posto del bosco, poi appare il ghiacciaio dei Forni.
È una scena quasi artica: acqua lattiginosa che scende dalle cime, nevai che resistono anche a luglio, pareti immense dominate dalle vette del monte Tresero e del Cevedale. Qui fa freddo anche in piena estate: il vento che scende dal ghiacciaio taglia la pelle, ricordandoci quanto la montagna sia più forte di noi.
Percorsi ciclopedonali: il Sentiero Frodolfo e il Sentiero Viola
Ma oltre alle salite leggendarie, esiste una rete di ciclopedonali perfette per muoversi nella natura senza usare l’auto, scoprendo il lato slow del comprensorio bormino.
Il Sentiero Frodolfo segue il torrente che scende dalla Valfurva. Si pedala o si cammina all’ombra di abeti e larici, con l’acqua che scorre accanto. Ogni tanto il bosco si apre su radure luminose dove fermarsi a respirare a pieni polmoni, nel silenzio.
Più appartato ancora è il Sentiero Viola in Valdidentro. Qui il paesaggio si espande improvvisamente: le montagne si allontanano e i prati, tra fine giugno e luglio, si tingono di rododendri rossi, genziane blu elettrico, gigli martagone rosa pallido.
E poi ci sono luoghi che sorprendono proprio perché inattesi. Come il Giardino Botanico Alpino Rezia, poco sopra il centro di Bormio. Tra stelle alpine, erbe aromatiche e laghetti, l’estate si scopre attraverso profumi, colori e suoni della montagna. Passeggiate, laboratori e concerti all’aperto lo trasformano in uno spazio dove vivere la natura senza fretta (/giardino-botanico).
Forse è proprio questo il segreto di Bormio: la possibilità di vivere montagne sfidanti senza che tutto debba trasformarsi in performance estrema. E quando si riprende la via del ritorno, con l’aria fresca delle Alpi ancora addosso, resta la soddisfazione di aver raggiunto i luoghi dove osano le aquile.
