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Cosa vedere a Danzica in tre giorni: il nostro itinerario

cosa vedere a danzica in tre giorni

Danzica, una città intrigante e ricca di storia.

La città di Danzica, sulla costa a nord della Polonia, è uno dei centri più vivaci e popolosi del paese, con una storia millenaria e tante bellezze da scoprire.
La sua posizione nel mar Baltico meridionale, l’ha resa un porto commerciale molto ambito specialmente per le navi fiamminghe. La grande quantità di traffici e scambi culturali caratterizzano l’architettura di questa città unica in cui si incontrano tutte le influenze dell’Europa settentrionale.

Cosa vedere a Danzica in tre giorni

I polacchi hanno soprannominato Danzica Trójmiasto, che significa letteralmente “Tripla Città“. Questo perchè l’attuale agglomerato urbano è formato dall’unione di Gdansk (il centro economico principale) Gdynia (antico villaggio di pescatori) e la località balneare di Sopot (detta anche la Rimini del Baltico).

Se il centro storico di Danzica è quello più famoso e conosciuto dai turisti internazionali, anche Gdynia presenta le sue attrazioni e la notte di Sopot, specialmente in estate, è tra le più movimentate e divertenti della Polonia.

L’importanza di questo tratto di costa è data dall’affluenza di corsi d’acqua dolce (fra cui il più importante è il fiume Motlawa) che fornivano una via privilegiata per il trasporto delle merci dall’entroterra.

Per questo motivo fu uno dei centri principali della Lega Anseatica: una federazione di città stato che gestivano i commerci con i porti del Nord Europa, tedeschi ed olandesi in particolare.

L’influenza dei ricchi e raffinati mercanti fiamminghi si nota nell’architettura e nei monumenti del centro storico.

Le colorate facciate dei palazzi hanno la caratteristica forma stretta ed allungata, spesso con tetti molto spioventi, che ricorda gli edifici contemporanei di Amsterdam o Anversa. La maggior parte di questi meravigliosi edifici storici si incontrano lungo due passeggiate principali: il cosiddetto Mercato Lungo, che si estende sulle rive del fiume Motlawa, e la via Mariacka.

Quest’ultima rappresenta il cuore del vivace centro storico ed è ricca di locali in cui assaggiare le bontà culinarie ed ovviamente la birra artigianale prodotta fresca tutto l’anno. Basti ricordare le parole del celebre Editto di Danzica che vietava la produzione di birra di cattiva qualità, pena un disgustoso bagno nel letame fumante.

Il consiglio per gli appassionati bevitori è quello di fermarsi nel lungo fiume in una delle tante bracerie/birrerie e gustare così anche le tipiche salsicce locali.

Prima di ubriacarvi però, ricordate di visitare la meravigliosa Fontana di Nettuno, posta fra le vie del centro e la Gru di Danzica un capolavoro di ingegneria medievale, completamente in legno, posta fra due piccole fortificazioni in pietra.

La storia moderna

Purtroppo la ricchezza ed il benessere di Danzica le hanno attirato anche qualche sfortuna nel corso della storia. Infatti è proprio qui che il primo settembre 1939 ebbe inizio la Seconda Guerra Mondiale. In quel giorno i tedeschi si avvicinarono indisturbati alla città, fingendo di avere intenzioni pacifiche, ma l’ordine di attacco era stato dato da Berlino e la Polonia fu conquistata nel giro di un mese.

Inoltre è proprio qui che nacque il movimento sindacale Solidarnosc, celebre per la sua ribellione contro il dominio sovietico.

Questi fatti storici non sono certamente una coincidenza se si pensa al ruolo di primissimo piano di questo porto industriale che veniva per questo motivo conteso da chiunque avesse mire espansionistiche sulla regione.

La memoria di questi giorni tragici è ancora oggi visibile in numerosi edifici. La vecchia sede di Solidarnosc sorge nel quartiere industriale della città ed è un luogo simbolo dell’orgoglio polacco e della sua resistenza al comunismo. Numerosi altri musei sorgono in luoghi tristemente noti come centri di detenzione e tortura dei prigionieri politici. Uno di questi musei, proprio in un ex carcere comunista, oggi tratta un tema ben più frivolo: l’ambra fossile, il cosiddetto oro del Nord

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