Leggenda dell’Etna: storia

Una leggenda davvero incredibile si nasconde dietro il vulcano Etna.

Etna: storia

L’Etna è il vulcano più grande d’Europa. La montagna è vista sia con timore ma anche con affetto dai siciliani. La potenza delle sue eruzioni è sempre stata oggetto di racconti, miti e leggende che si sono tramandati attraverso i secoli.

Molto spesso a raccontarli sono i pastori e la gente del luogo che ha imparato a convivere col carattere ribelle del vulcano. Da un punto di vista geografico e scientifico è una montagna che erutta lava, cenere e lapilli.

In mitologia, i greci consideravano i vulcani come porte d’ingresso per gli inferi. Nella loro classificazione, il cratere dell’Etna era la porta più grande in assoluto. Intorno a questa montagna si sono creati racconti e storie che mescolano fantasia e realtà senza riuscire a capire dove sia il confine dell’una e dell’altra.

Tutto questo è frutto dell’azione del vulcano che nel corso dei millenni ha sempre dato manifestazione della sua potenza con spettacolari eruzioni. Quando, le eruzioni avvengono di notte è uno spettacolo inedito che si può osservare anche in regioni antistanti la Sicilia. La sua magnificenza allora si svela in tutta la sua immensità che viene da chiedersi cosa ci sia veramente all’interno di questa montagna di fuoco.

La leggenda più popolare sull’Etna riguarda la formazione di questo vulcano in seguito all’ambizione dei giganti di voler diventare dei.

Encelado e Giove: leggenda dell’Etna

Encelado era il maggiore dei giganti. Egli aveva un carattere duro e irruento a tratti impetuoso che suscitava timore e paura tra i suoi fratelli giganti. Quando lui dava un ordine, gli altri si premuravano a soddisfare le sue richieste.

In effetti, non era solo di carattere brutto ma anche di aspetto. Il fisico era mostruoso con mani enormi e forti. Nei momenti di ira estrema, sputava fiamme e scintille dalla bocca riuscendo ad incendiare anche i suoi capelli.

Questi ultimi, come per magia, ricrescevano istantaneamente.

Un giorno la sua ambizione lo portò a studiare un piano per arrivare sull’Olimpo e spodestare Giove il re degli dei. Il suo intento era quello di dominare il mondo estendo la sua supremazia sull’intera umanità. La strada per il cielo però era lunga e tortuosa, quasi irraggiungibile dalla terra. Gli venne, quindi, in mente di creare una sorta di scala che gli permettesse di arrivare fino in cielo.

Ordinò ai suoi fratelli giganti di raccogliere tutte le montagne più alte della terra e impilarle le une sulle altre. I giganti, per la paura, non esitarono a obbedire e si recarono nei vari continenti per trovare le cime più alte. Fu così che staccarono il Monte Bianco, il Monte Pindo in Grecia, il Kilimangiaro in Africa, il K2 e l’Everest in Asia e molte altre sparse per il mondo.

Nonostante, però tutta la fatica di accatastarle non riuscirono a raggiungere l’altezza tanto ambita. Improvvisamente Giove si accorse del loro piano e si adirò al punto che non vide più nulla e reagì in modo violento. Lanciò un fulmine che accecò i giganti ribelli. Mentre questi a terra si contorcevano in preda ad atroci dolori, scagliò un altro fulmine che ridusse in macerie la catasta di montagne. In seguito a ciò, Encelado rimase sepolto sotto il cumulo delle montagne frantumate.

Era immobilizzato e non riusciva a tirarsi fuori, così lanciò fiamme dal petto risalirono fino alla cima del cumulo. In questo modo si formò l’Etna e l’episodio segnò anche la prima eruzione.

L’Etna nel corso dei secoli

La leggenda da generazioni viene raccontata per spiegare la formazione del vulcano. In effetti nel corso dei millenni si sono registrate eruzioni devastanti. Esse vengono associate a momenti di ribellione di Encelado.

Quest’ultimo, infatti, non si è mai rassegnato a essere intrappolato sotto la montagna e sfoga la sua rabbia attraverso l’eruzione che si riconduce alle fiamme lanciate dal suo petto in momenti di ira estrema.

Se in un primo momento gli abitanti dell’Etna erano intimoriti dai boati e dai terremoti scatenati dalle viscere della terra, col passare del tempo si sono abituati.

Anzi, nutrono quasi affetto e reverenza verso l’Etna, il cui suolo è fertile e fecondo e, da sempre, fornisce buoni frutti alla gente siciliana. Questa, rimane una bella storia da raccontare ai bambini che amano le leggende e le storie di fantasia. Essi corrono con l’immaginazione fin dove gli adulti non possono arrivare.

Scritto da Redazione Online
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