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Quasi al traguardo: l’ex paracadutista completa il giro del mondo a piedi

Karl Bushby, 57enne, ha quasi completato il giro del mondo a piedi: mancano solo 400 km per arrivare a Hull.

Il 5 ottobre 2026, un uomo di 57 anni è comparso su una spiaggia della costa inglese dopo aver trascorso venti ore in acqua. L’ex paracadutista dell’esercito britannico, Karl Bushby ha così superato l’ultimo ostacolo della sua avventura, ma il viaggio non è ancora concluso: la sua meta finale è ancora a circa 400 chilometri dalla casa della madre a Hull.

La sfida, nata nel 1998 da una scommessa tra amici davanti a una birra, prevedeva un unico percorso continuo, senza alcun mezzo di trasporto meccanico. Bushby aveva solo 500 dollari in tasca, un piano abbozzato su un foglio di carta e la ferma convinzione di poter realizzare qualcosa che nessuno aveva mai provato.

Il viaggio iniziato a Punta Arenas nel 1998

Il 1° novembre del 1998, dal porto di Punta Arenas, in Cile, Bushby ha iniziato la sua marcia verso il nord, con l’obiettivo di tornare a solo a piedi alla città di Hull. Nei primi anni ha dovuto affrontare ambienti ostili, dalle gelide steppe patagoniche alle foreste pluviali dell’America centrale, rispettando rigorosamente la regola di non utilizzare veicoli.

Attraversamento della giungla del Darién

Nel 2001, il camminatore ha raggiunto la famigerata striscia di giungle tra Colombia e Panama, conosciuta come Darién. Il tratto si è rivelato una prova di resistenza: due mesi di cammino, il rischio costante di incontri con le forze delle FARC e, infine, un arresto di 18 giorni in una prigione panamense per aver attraversato illegalmente una zona di confine chiusa.

Nonostante le difficoltà, ha proseguito, dimostrando una tenacia quasi sovrumana.

Il tratto attraverso lo stretto di Bering

Una tappa cruciale è stata la traversata dello Stretto di Bering, compiuta a piedi su ghiaccio insieme a un compagno statunitense. Dopo aver superato il freddo estremo, Bushby ha dovuto affrontare un blocco dei visti imposto dalla Russia, che ha momentaneamente fermato la sua avanzata verso l’Asia. Questa interruzione ha evidenziato come la sua avventura fosse soggetta a fattori geopolitici oltre a quelli fisici.

L’ultimo ostacolo: la traversata della Manica

Il passo più recente del viaggio è stato il nuoto nella Manica. Partito dalle coste francesi, Bushby ha superato le acque internazionali in una prova di resistenza marittima, con la guardia costiera britannica e francese a monitorare l’impresa. Il nuoto è stato gestito in riserbo per motivi di sicurezza, ma ha attirato l’attenzione di una squadra di riprese guidata dal regista Werner Herzog, che ha voluto documentare l’epilogo di questa impresa storica.

L’arrivo a Dover sotto gli occhi di Werner Herzog

Una volta avvistata la riva inglese, Bushby è stato accolto su una spiaggia intitolata a Shakespeare nei pressi di Dover. Oltre ai media internazionali, Herzog e la sua troupe hanno assistito all’evento, catturando le emozioni dell’ex paracadutista mentre mette piede in terra britannica dopo quasi tre decenni di cammino.

Il traguardo finale: 400 km verso Hull

Il cammino resta ancora incompleto: restano circa 400 chilometri da percorrere per raggiungere Hull, la città natale dove vive sua madre. Bushby ha già indicato che, una volta tornato, intende dedicarsi al montaggio di un documentario sulla sua esperienza e a una serie di conferenze per raccontare il mondo visto dal basso. Il suo percorso, che ha coperto più di 50.000 chilometri attraversando circa 30 stati, rimane uno dei più lunghi e coerenti della storia dell’esplorazione moderna.

Scritto da Beatrice Beretta

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