Testimonianza ritrattata e atto notarile: cosa cambia nel caso Minetti

Una massaggiatrice che aveva raccontato presunti festini con escort nella villa di Punta del Este ha firmato un atto notarile il 29 maggio in cui smentisce quelle affermazioni; il documento è pervenuto in Italia il 5 giugno e si inserisce nella verifica sulla grazia concessa a Nicole Minetti

La vicenda legata alla grazia concessa a Nicole Minetti ha registrato un nuovo sviluppo: la donna che aveva raccontato di presunti festini con escort nella residenza di Punta del Este ha formulato una dichiarazione giurata davanti a un notaio uruguaiano.

Con questo atto la testimone, identificata come massaggiatrice che aveva lavorato nel ranch di Giuseppe Cipriani, ritratta le affermazioni rese in precedenza e sostiene di non aver mai assistito a incontri con escort nella villa.

Il documento notarile, formato da più pagine e sottoscritto il 29 maggio a Maldonado, è stato trasmesso alle autorità italiane tramite canali internazionali e risulta pervenuto alla procura generale di Milano il 5 giugno.

Questo passaggio temporale si è sovrapposto alle verifiche che erano già in corso dopo che il Quirinale aveva sollecitato approfondimenti sugli elementi che avevano potuto influenzare la decisione sulla grazia firmata a febbraio dal Presidente della Repubblica.

Dichiarazione giurata e contenuti della ritirata

Nell’atto notarile la testimone afferma in modo netto di non aver mai visto la signora Minetti coinvolta nell’organizzazione o nella selezione di persone destinate a svolgere attività di natura sessuale nella residenza.

Il testo utilizza espressioni chiare per negare l’esistenza di un “sistema” di reperimento di escort e precisa che alcune versioni pubblicate sono il risultato di traduzioni inesatte e strumentalizzazioni delle sue parole. La testimonianza scritta punta inoltre a chiarire che, nel periodo in cui la donna ha lavorato nella struttura, la presenza di Minetti era limitata e in larga parte la stessa si trovava in Italia, elemento che i legali della coppia hanno richiamato.

Tempistica e canali di trasmissione

La formalizzazione del contenuto attraverso un atto notarile è stata presentata come elemento definitivo dalla difesa della coppia Minetti-Cipriani. Il documento, accompagnato dalle procedure di notifica internazionale, è transitato via Interpol e giunto in Italia dopo il comunicato ufficiale emesso dalla procura generale il 3 giugno nel quale veniva affermato che alcune notizie di stampa non corrispondevano al vero. La successione delle date — 29 maggio per la firma dell’atto e 5 giugno per la ricezione formale — ha contribuito a ridefinire il quadro delle verifiche istruttorie.

Ripercussioni giudiziarie e reazioni legali

La ritirata formale della testimone ha avuto effetti immediati sul piano delle contestazioni mediatiche e delle iniziative legali. Gli avvocati della coppia hanno avviato una richiesta di risarcimento per danni d’immagine nei confronti di soggetti che avevano diffuso le versioni iniziali, sostenendo che quelle ricostruzioni abbiano originato una “gogna mediatica” con conseguenze personali e familiari gravi, soprattutto in relazione alle condizioni di salute del figlio adottivo della coppia, più volte richiamate nella richiesta di clemenza.

Sul fronte istituzionale, la procura generale aveva attivato canali investigativi internazionali, chiedendo accertamenti e la collaborazione di forze di polizia per verificare la fondatezza delle affermazioni. Il Quirinale, informato delle possibili criticità rispetto ai presupposti della grazia, aveva sollecitato approfondimenti puntuali prima di confermare la misura concessa a febbraio. Alcuni elementi tecnici emersi dagli atti investigativi sono stati richiamati nella comunicazione pubblica delle autorità competenti, che hanno spiegato i limiti procedurali delle rogatorie oltre a richiamare le dichiarazioni raccolte in sede difensiva.

Dimensione mediatica e politica

La vicenda ha inoltre alimentato un dibattito pubblico con posizioni divergenti sulla responsabilità degli organi di informazione e sulla necessità di verifiche rigorose prima di pubblicare contenuti che possono incidere su provvedimenti istituzionali. Sul piano politico, è intervenuto il guardasigilli con valutazioni tese a ridimensionare la portata dell’emergenza giudiziaria, mentre la difesa ha enfatizzato il valore probatorio della dichiarazione giurata come elemento capace di cristallizzare la versione ritrattata.

Scritto da Beatrice Beretta

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