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Torcello: ponte del diavolo di venezia

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Torcello, tra storia e leggende.

Torcello: storia di un’isola antica

Il Torcello, chiamato ‘Torcelo‘ dai locali, è un’isola dell’arcipelago veneziano; situata a nord, appena sopra Burano, conta ad oggi appena 13 abitanti ma racchiudeva uno degli insediamenti più antichi della laguna.

Si ipotizza che vi fosse un villaggio già durante gli albori dell’Impero Romano, ma fu durante il periodo di dominazione bizantina che iniziò la sua ascesa. Insieme alle isole contigue era la testa di ponte del commercio veneziano.

Tra l’XI ed il XIV secolo fu al massimo del suo splendore: era il centro di lavorazione della lana della città ed era governato da un proprio consiglio di nobili affiancata dal podestà; pare che in questo periodo gli abitanti fossero addirittura cinquantamila!

A partire dal secolo seguente, però, le condizioni di vivibilità peggiorarono sensibilmente: le epidemie di peste furono favorite dalla natura paludosa dell’ambiente lagunare e molti si trasferirono a Murano.

Il calo di abitanti continuò fino al XX secolo e l’isola risulta attualmente quasi disabitata.

Cosa visitare al Torcello

Nonostante il suo declino durante i secoli, oggi è un’isola largamente visitata dai turisti e conta diversi monumenti e luoghi di interesse.

La Basilica di Santa Maria Assunta, risalente all’età paleocristiana e ristrutturata nell’anno mille, è una chiesa a tre navate precedute da un nartece (il luogo in cui anticamente venivano ospitati i fedeli in attesa del battesimo) e concluse da tre absidi e, sulla destra, dal campanile su base quadrata.

La facciata in mattoni è caratterizzata da dodici lesene collegate da degli archetti a tutto tondo. Al suo interno ospita uno dei più importanti cicli di mosaici d’Italia: risalenti all’XI secolo, raffigurano principalmente episodi della vita del Cristo e figure tratte dal Nuovo e dal Vecchio Testamento.

Sempre sulla piazza principale del Torcello troviamo la Chiesa di Santa Fosca: sorta attorno all’anno mille, si erge su un impianto circolare ed è uno dei principali esempi di stile veneto-bizantino.

L’ingresso è caratterizzato da un nartece con cinque archi e l’interno si sviluppa attorno ad un vano quadrato, articolato in tre navate con absidi. Sul suo altare si trova una stauta lignea del XV secolo che rappresenta la Santa Fosca Dormiente.

Un altro luogo da visitare è senz’altro il Museo provinciale, che ospita una vasta collezione archeologica e manufatti risalenti al periodo medioevale e perfino opere moderne.

Il Ponte del Diavolo

Senz’altro uno dei luoghi più caratteristici dell’isola è il Ponte del Diavolo che mantiene – quasi immutato – l’aspetto antico: costruito in mattoni e pietra locale, è costituito da un arco lievemente ribassato; non presenta parapetto e le sue misure sono molto minute. Venne edificato nel XV secolo ma probabilmente le sue fondazioni sono più antiche e risalgono a tre secoli prima.

Un recente restauro ha rinforzato la struttura del ponte e lo ha riportato all’antico splendore.

Ciò che però rende davvero peculiare questo posto è la leggenda che aleggia circa il suo nome.

Si dice che durante l’occupazione austriaca una ragazza appartenente a una famiglia con antiche origini veneziane si innamorò di un ufficiale austriaco. La famiglia di lei non poteva cedere all’unione e la giovane vedeva quindi l’amante in clandestinità; un giorno, però, lui non si presentò all’appuntamento al ponte perché fu pugnalato nei vicoli del paese.

La fanciulla, sospettando dei suoi genitori, decise di incontrare una strega la quale, in cambio del suo amore perduto, le chiese le anime di sette bimbi morti prima del tempo. Il giorno pattuito le due si incontrarono davanti al ponte; la strega invocò il diavolo, che si manifestò sulla sponda opposta: l’amato della ragazza riapparve e i due poterono finalmente riabbracciarsi; dopo l’abbraccio svanirono però entrambi misteriosamente nella nebbia.

Si dice che il diavolo, insoddisfatto per il mancato sacrificio, compaia con l’aspetto di un gatto nero ogni anno ai piedi del ponte, attendendo il suo tributo.

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