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Tre itinerari enogastronomici autunnali nel Lazio

Rigatoni con la Pajata

Se volete scoprire l’anima enogastronomica del Lazio, partiamo per un viaggio itinerante tra grandi città e piccoli borghi.

Ecco alcuni itinerari autunnali da percorrere e gustare per conoscere il Lazio e le sue specialità culinarie.

Tante sono le specialità enogastronomiche offerte da una regione come il Lazio, dove cibo e convivialità sono di casa. Diversi sono quindi i vini ed i piatti connessi al territorio laziale ed alla sua lunga storia, di cui sono spesso parte integrante. Un primo itinerario non può non partire dalla capitale Roma dove, in autunno o altre stagioni, si possono visitare le classiche trattorie, partendo dal centro storico per finire al ghetto. Nella cucina classica romana si evidenzia l’uso delle frattaglie degli animali (bovini o suini), quindi si potrebbero provare i “rigatoni con la pajata” o la “coda alla vaccinara”, annaffiati con del buon vino bianco dei Castelli. Arrivati al ghetto, si consiglia di gustare i “carciofi alla giudìa”, tipico piatto romano-ebraico di antichissima tradizione e consistente in una frittura di carciofi. Un secondo itinerario ci porta nel Frusinate, nelle zone di Sora e Cassino, dove si possono gustare altre specialità tipiche, come l'”Abbacchio scottadito” (costolette di agnello cotti con l’osso), la “frittata burina” (fatta con pezzi di lattuga, di formaggio e uova) e la “zuppa di fagioli e cipolle” fatta con questi prodotti abbinati a pancetta, olio e pepe.

L’ultimo itinerario ci porta invece nel viterbese, nelle zone dell’alto Lazio. Qui vi sono diversi vini eccellenti, tra cui quello di Montefiascone, il Gradoli ed il Vignanello. Da abbinare a specialità tipiche locali quali le “anguille alla Bisentina” (anguille infarinate, fritte e insaporite con aceto, pepe e alloro), la diffusa “zuppa casereccia” con fagioli, lattuga e pomodoro e, infine, le rinomate “fettuccine alla burina” con piselli, funghi secchi, panna e prosciutto cotto.

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