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Isole del Pacifico in pericolo: troppo turismo di massa

isole pacifiche in pericolo

Troppo turismo di massa nelle Isole dell'Oceano Pacifico

Ci sono alcune isole tropicali nell’Oceano Pacifico che, a causa del sovraffollamento turistico vengono messe a dura prova. Thailandia, Indonesia e Filippine sono i paesi più colpiti da questo fenomeno e sono costrette a correre ai ripari con chiusure e limitazioni per cercare di permettere ai loro ecosistemi di rinnovarsi. Problemi legati allo scarico dei rifiuti, alle sostanze chimiche presenti ad esempio nei solari (vietati nelle Hawaii) e alla distruzione di parti del territorio per fare spazio a resort sono solo alcuni dei danni causati dal sovraffollamento turistico.

Le isole più a rischio

Secondo una ricerca condotta dallo Yale School of Forestry & Environmental Studies le isole soggette a rischio di turismo di massa sono sette.

Bali e Komodo in Indonesia

A Bali nel 2018 si è registrato l’arrivo di cinque milioni di turisti, un numero cinque volte superiore rispetto al 2001. Questo ha portato alcune conseguenze per l’isola come una grande quantità di rifiuti, la distruzione di habitat naturali ed eccessivo inquinamento atmosferico.

Il governo, per cercare di prevenire ulteriori danni all’isola, è ricorso ad alcune misure come il divieto di utilizzare la plastica usa e getta, sacchetti di plastica e cannucce e ha inoltre imposto una tassa d’ingresso di 10 dollari che verrà utilizzata per supportare i programmi di conservazione dell’isola.

L’altra perla dell’Indonesia è Komodo. Il Parco Nazionale di Komodo è noto per essere l’unico luogo al mondo abitato dal drago di Komodo e da altre specie marine. Il gran numero di turisti che visitano questa isola per fare snorkeling, kayaking e altre attività ha creato molti danni. Il governo sta infatti discutendo della possibilità di chiudere l’isola a partire da gennaio 2020 per cercare di aiutare l’ecosistema del territorio a rinvigorirsi e per evitare furti della celebre lucertola, che purtroppo avvengono sempre più di frequente, visto il suo grande valore monetario.

Baia di Halong in Vietnam

Questa baia situata nel Vietnam nord-orientale è molto popolare tra i turisti per le sue acque cristalline e le migliaia di isole coperte dalla foresta.

Le troppe barche che però arrivano quotidianamente hanno creato grandi danni all’ecosistema, tanto che imprese locali, ONG, funzionari del governo e gruppi internazionali stanno lavorando insieme per cercare di migliorare la qualità dell’acqua, facendo installare anche nelle barche delle tecnologie speciali per il trattamento dei rifiuti.

Boracay nelle Filippine

Quest’isola delle Filippine Centrali è considerata una delle più belle al mondo, ma negli ultimi anni sta vivendo un grosso problema di inquinamento e di controllo dei rifiuti. Un’indagine condotta dal governo ha infatti messo in luce come 716 tra le 834 attività presenti nell’isola non avesse i permessi relativi alle acque reflue e scaricasse i liquami irregolarmente in mare. Tutto questo senza contare i danni che i 20 mila turisti giornalieri causano alla flora e fauna locale. Boracay ha chiuso per sei mesi circa ed ora ha riaperto, limitando però gli arrivi a 6400 al giorno e vietando l’utilizzo di palstica e usa e getta.

Ha inoltre obbligato tutte le attività dell’isola ad installate impianti per lo scarico delle acque reflue.

Maya Bay in Thailandia

Dopo il film “The Beach” con Leonardo DiCaprio, l’isola thailandese Ko Phi Phi Leh è stata letteralmente sommersa dai turisti causando l’erosione della barriera corallina e un aumento dell’inquinamento. Questo ha costretto le autorità del paese a rendere la spiaggia, già chiusa da giungo 2018, interdetta fino al 2021 per cercare di far tornare la situazione alla normalità.

Palau in Micronesia

L’arcipelago di Palau (500 isole nel Pacifico occidentale), per far fronte al numero sempre più crescente di turisti, ha deciso di far firmare un “impegno ambientale” ai propri visitatori, promettendo di non inquinare l’isola e non danneggiare l’ecosistema durante il soggiorno. Questa dichiarazione, inserita nel passaporto recita le seguenti parole: “giuro di calpestare con leggerezza, di comportarmi gentilmente e di esplorare con attenzione. Non prenderò ciò che non è mio, non farò del male a ciò che non mi fa del male”.

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