Storia di Aci, Galatea e Polifemo: il mito dell’Etna

Tutte le informazioni sulla bellissima storia di Aci, Galatea e Polifemo, legata ai luoghi dell'Etna.

La storia di Aci, Galatea e Polifemo è tra le più belle all’interno della mitologia. In particolare, è strettamente legata ai magnifici territori dell’Etna.

Storia di Aci, Galatea e Polifemo

Facendo molti viaggi in Sicilia si può notare un interessante particolare.

Gli splendidi borghi che si trovano in provincia di Catania hanno in comune parte del loro nome. Molti infatti contengono Aci all’interno della loro denominazione, come si può dedurre pensando ad Aci Trezza, Acireale e molti altri. Questo è dovuto a una splendida leggenda mitologica, che ha come tema centrale una storia d’amore. Aci è infatti il nome di uno dei protagonisti della narrazione. Si tratta di un pastorello innamorato della splendida ninfa Galatea.

La Sicilia è fortemente legata a questa meravigliosa storia d’amore, che ha come sfondo i luoghi che si trovano nei territori dell’Etna. Questa magnifica zona ha infatti dato vita a una moltitudine di leggende, che sono entrate a far parte del folklore e della mitologia dell’isola. L’appassionante storia di Aci e Galatea è stata narrata dal grande Ovidio all’interno delle sue famosissime Metamorfosi.

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La leggenda

La figura di Polifemo è altrettanto celebre all’interno della mitologia. Persino Omero ne scrisse nella meravigliosa Odissea. Secondo la leggenda, il ciclope viveva all’interno del vulcano Etna ed era follemente innamorato della bellissima ninfa Galatea. La figura di Galatea è nota per essere una delle 50 Nereidi, ninfe del mare figlie delle divinità Nereo e Doride. Si narra che il giovane Aci, figlio di Fauno, stesse conducendo al pascolo le sue pecore, quando si imbatté in Galatea. L’amore tra i due sbocciò immediatamente, lasciando Polifemo deluso e pieno di rabbia. Una sera il ciclope fu colto dall’ira e la leggenda narra che schiacciò il pastorello, lanciandogli contro un enorme masso. Galatea pianse la perdita del suo amato e suscitò la pietà degli dei. In seguito, Giove trasformò Aci in un fiume, facendolo nascere dall’Etna. La leggenda vede nel tratto di spiaggia in cui sfocia il fiume il luogo esatto in cui si incontravano i due giovani innamorati.

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Il fiume Akis

Gli antichi greci diedero al fiume il nome Akis, da cui deriva la traduzione italiana Aci. Le località situate nei pressi del bellissimo corso d’acqua hanno nel tempo inglobato il nome del pastorello e dunque nel fiume nel loro. Tra queste si trova la splendida Aci Castello, in cui parte del nome fa riferimento alla suggestiva fortezza normanna del luogo. Anche Aci Trezza e Acireale presentano la medesima caratteristica all’interno del loro nome. Sono solo alcuni dei numerosi borghi etnei dotati di questa peculiarità. L’influenza della leggenda sui luoghi di questa zona della Sicilia è molto ampia. Si tratta in ogni caso di paesini magnifici da visitare, che presentano i paesaggi meravigliosi tipici della splendida isola.

Scritto da Debora Albanese

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