La chiesa di San Giorgio Martire a Petrella Tifernina: la storia

Tutte le curiosità di Petrella Tifernina e la visita alla chiesa di San Giorgio Martire, dichiarata monumento nazionale.

La chiesa di San Giorgio Martire del comune di Petrella Tifernina, dichiarato monumento nazionale, è uno dei gioielli del Molise. Secoli di storia sono raccontati tra le pareti della suggestiva chiesa in pietra.

Chiesa di San Giorgio Martire

Il piccolo comune di Petrella Tifernina fa parte della provincia di Campobasso, in Molise, e vanta nel suo territorio il meraviglioso monumento della chiesa di San Giorgio Martire.

Nel centro della parte vecchia dell’abitato sorge un “trittico” architettonico di grande interesse storico ed artistico, meta di molti studiosi. I tre monumenti incastonati l’uno nell’altro e di epoche differenti sono: un tempio bizantino, uno longobardo ed uno romanico.

Situata nel centro storico, la chiesa di San Giorgio Martire è un edificio absidato a tre navate. La tradizione vuole sia sorta sui resti di un antico insediamento sannita e costruita per volontà del Magister Epidius intorno al 1211.

Questa data è stata ricavata dall’iscrizione incisa sulla lunetta del portale principale. Affiancato al complesso monumentale svetta il campanile alto circa 30 metri.

La storia di questo interessante monumento è, infatti, legato a secoli differenti, che aumentano il prestigio della chiesa.

Scopriamo, quindi, le origini e le caratteristiche della meravigliosa chiesa molisana.

San Giorgio Martire

Storia

La chiesa dedicata a San Giorgio Martire, patrono di Petrella, risale al XII secolo. Tuttavia, l’opera si completò solamente nel secolo XIII. Molte notizie storiche purtroppo sono andate perdute negli archivi a causa dell’incendio che devastò la chiesa nel 1627. Infatti, a testimoniare le fiamme del grande incendio restano le pareti annerite, visibili nella parte superiore dell’entrata principale.

Con l’influenza dell’arte barocca, dal 1712 e sino al 1731, la Chiesa rimase chiusa al culto per apportare numerose trasformazioni.

Infatti si sostituì il pavimento in pietra con uno in mattoni, si sopraelevò il tetto, si ricoprirono le colonne ed i muri interni di intonaci e cornicioni e fregi di stucco nella volta a botte. Si riaprì e fu riconsacrata, poi, nel 1731, e nel 1740 si costruirono diversi altari addossati alle pareti laterali e nelle absidi più piccole.

Nel 1901 la Chiesa di San Giorgio divenne Monumento nazionale e l’anno successivo ascritta tra gli edifici monumentali d’Italia. Dal 1903 si eseguirono numerosi lavori di restauro e di modifiche al pavimento e agli stucchi nell’interno e nelle colonne.

In seguito, nel 1933, a cura della Sopraintendenza ai Monumenti dell’Aquila, si eseguirono altri restauri e tolti gli intonaci dati alle pareti interne. Nel 1954, a seguito degli eventi bellici che avevano reso pericolante l’edificio con il susseguirsi di alcuni crolli, la Chiesa rimase chiusa al culto con ordinanza dell’8 maggio.

Molise

Scritto da Ilenia Albanese
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