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Giannutri, l’isola più selvaggia dell’arcipelago toscano

Giannutri, l’isola più selvaggia dell’arcipelago toscano

Giannutri è l’isola più selvaggia dell’arcipelago toscano ed è un paradiso per gli amanti delle immersioni, che avranno la possibilità di avvistare diversi relitti. La piccola Giannutri vanta un mare limpidissimo e paesaggi suggestivi. Ma visitarla non è facile.

La piccola Giannutri è, infatti, l’isola più selvaggia dell’arcipelago toscano. Coloro che hanno la fortuna di soggiornarvi rinunciano a diverse comodità, ma hanno la possibilità di immergersi nell’atmosfera di una natura ancora incontaminata, una natura che è rude ed essenziale sulla terraferma e variegatissima in fondo al mare. Per proteggere un microcosmo tanto delicato è stato necessario porre delle limitazioni al turismo ed è per questo che visitarla non è facile. Da maggio ad ottobre lo sbarco a Giannutri è consentito esclusivamente a 300 persone al giorno, un numero che non è certo alto se si pensa alla vicinanza con le località di villeggiatura dell’Argentario e dell’isola d’Elba.

Dormire sull’isola è ancora più difficile, poiché non vi è una grande varietà di strutture turistiche.

Dimenticatevi gli alberghi e perfino i campeggi: se volete pernottare a Giannutri dovete prenotare, con largo anticipo, uno dei pochi mini-appartamenti che vengono messi in affitto. Dimenticatevi inoltre le serate in discoteca, perché tutto quello che troverete è un minimarket, un bar e un paio di ristoranti. Ne vale la pena? Domandatelo a voi stessi dopo che il sole è tramontato, quando se ne sono andati tutti i turisti che si recano a Giannutri soltanto per un giorno. Vi ritroverete in un silenzio irreale, sotto un cielo che, prima di quel momento, non aveva mai avuto tante stelle.

Le spiagge di Giannutri

L’isola di Giannutri ha una particolarissima forma a “C” ed è davvero piccola: 500 metri di larghezza per 5 chilometri di lunghezza. La costa è rocciosa, ma sull’isola sono presenti anche due piccole spiagge di ghiaia.

La prima che vedrete è Cala Spalmatoio, poiché si trova accanto al luogo dove attraccano le imbarcazioni di linea. Cala Maestra si trova sull’altro versante dell’isola ed è uno dei punti più suggestivi di Giannutri. E’ da qui che si accede ai resti di una villa romana costruita nel I secolo d.C. e frequentata anche da Agrippina, la madre dell’imperatore Nerone. Gli archeologi hanno riportato alla luce diversi ambienti e uno splendido mosaico, ma la villa è attualmente chiusa per restauri.

Immersioni, come vedere i fondali a Giannutri

La grande attrattiva di Giannutri è costituita dai fondali marini, che sono tra i più belli di tutta la Toscana. Tuttavia una buona parte della costa dell’isola, che fa parte del Parco Marino dell’arcipelago Toscano, è sottoposta a riserva totale e sono vietate navigazione, pesca, balneazione ed immersioni.

Ma vi sono ottimi luoghi per immergersi anche nella zona di riserva parziale. Tra i luoghi più belli vi sono Punta Secca e Cala Ischiaiola, che vi sorprenderanno per le pareti di roccia che sprofondano negli abissi, oltre che per le foreste di gorgonia e i branchi di pesci. Molto interessante è anche la zona dove si trovano una serie di archi naturali sottomarini, il più grande dei quali ha un’apertura di cinque metri. Avranno una duplice scelta gli amanti delle navi affondate. Il relitto dell’Anna si trova a 40 metri di profondità ed offre ospitalità a diverse creature marine. E’ però il relitto del Nasim II, affondato nel 1976, ad attirare il maggior numero di subacquei. L’imbarcazione, che trasportava 49 automobili tra Fiat, Peugeot e Mercedes, andò a sbattere contro gli scogli di Punta Pennello a causa di una tempesta.

Prima di arrivare al relitto, vedrete sul fondale alcune delle automobili che si trovavano sul ponte e che si sono disperse nella zona mentre la nave colava a picco.

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