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Come si dice ciao in giapponese

giapponese

Prima o poi, a tutti sarà passato per la mente di fare un viaggio in Giappone. Questo straordinario paese, con tutta la sua cultura millenaria, la sua modernità e le sue contraddizioni tipiche di un luogo antico e nuovo al tempo stesso, attira ogni anno milioni di turisti.
Certamente, non è consigliabile avventurarsi per un viaggio in Giappone, o in un qualsiasi paese straniero, senza conoscere, almeno un po’, la lingua locale. Se l’inglese può servire da passpartout nella maggior parte dei casi, è altrettanto vero che molti autoctoni non amano comunicare in inglese, o magari non sanno farlo.
Saper salutare ed interagire un minimo in giapponese è essenziale per godersi un bel viaggio in Giappone. Interagendo correttamente, dimostrerete rispetto e conoscenza della cultura locale.

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La lingua giapponese

Per quanto possa sembrare complicata, e per alcune persone esserlo davvero, la lingua del Giappone è in realtà più semplice di altre lingue tonali asiatiche, come il cinese mandarino o tailandese.
Il giapponese moderno trova le sue origini, dopo una lunghissima storia, nel periodo Edo, durato dal 1603 al 1868.

Inizialmente, il giapponese standard era correlato al dialetto del Kansai, ma durante il periodo Edo l’attuale città di Tokyo pose le basi per diventare la metropoli che è poi diventata nel tempo. Conseguentemente, il dialetto di Tokyo ha preso il posto del dialetto del Kansai, diventando di fatto il giapponese corrente.

Il giapponese possiede due alfabeti detti kana – hiragana e katakana -, composti ognuno da quarantacinque sillabe, correlate ad altrettanti suoni utilizzati in modi differenti. Il katakana, per esempio, viene utilizzato per trascrivere termini in modo meno rigido e duro rispetto al più antico hiragana, nonché per evidenziare alcune parole nei discorsi. Curiosamente, nella lingua non sono previsti spazi tra una sillaba e l’altra come invece succede per facilitare l’apprendimento della medesima a chi non è abituato ad una struttura linguistica simile.

Dire Ciao in giapponese

Ovviamente, nessuno s’aspetta che impariate una nuova lingua per intero, con un proprio sistema linguistico, grafico e sonoro! Tuttavia, se siete in un paese straniero, in questo caso il Giappone, saper salutare quando si entra in negozio o in un ristorante, ringraziare dopo aver ricevuto un servizio o scusarsi per aver urtato qualcuno in tram, è sicuramente un punto a vostro favore.

Saper, per esempio, dire “ciao” in giapponese sarà segno di gentilezza, apertura al prossimo e buona educazione.
Potete utilizzare questa breve guida per i saluti giapponesi di base, per poter salutare e per imparare semplici interazioni quotidiane.
Konnichiwa (pronunciato ” kon -nee – chee – wah”) è un modo semplice per dire ciao in modo generico ma comunque garbato. Può essere dunque utilizzato liberamente per salutare qualcuno.

Ohayou gozaimasu (pronunciato “oh- oh hi – Goh – zai – mas”) significa “buongiorno”. Può essere abbreviato, in modo molto informale, dicendo ohayou ( che viene pronunciato come lo stato americano dell’Ohio, “oaio”), come si farebbe dicendo un semplice “giorno” a un amico.

Konnichiwa, in generale, può essere utilizzato sia per salutare in modo informale, sia per augurare “buon pomeriggio”.

Konbanwa (pronunciato kon – bahn – wah) significa “buonasera”.

Infine, oyasumi nasai (pronunciato oy – yah -sue – mee nah – sai) è utilizzato per augurare la buonanotte.

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