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Filippine, meno navi da crociera a Boracay

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Le Filippine vogliono ridurre gli scali delle navi da crociera sull'isola di Boracay per proteggere l'ambiente, ma trovare una soluzione è difficile.

Le Filippine stanno valutando la possibilità di ridurre il numero di scali delle navi da crociera internazionali sull’isola di Boracay, nel tentativo di proteggere l’ambiente. Si tratta della seconda destinazione turistica nelle Filippine dopo Cebu, con 1,05 milioni di turisti stranieri sui 6,6 milioni totali che hanno visitato le Filippine nel 2017.

In attesa dell’effettiva entrata in vigore di misure apposite, le autorità filippine all’inizio dell’anno hanno cominciato a vietare alle navi da crociera di raggiungere l’isola di Boracay, definita da diverse testate internazionali come “una delle più belle isole al mondo”.

Boracay, i negoziati per le navi

Nel frattempo, i negoziati per discutere le nuove linee guida sono ancora in corso. Il comitato istituito appositamente dal Dipartimento del Turismo in collaborazione con altre agenzie governative ha iniziato a riunirsi il 9 gennaio, ma non è stata presa ancora nessuna decisione finale: i punti toccati finora riguardano il tipo di navi che avranno il permesso di attraccare, le soluzioni per ridurre l’inquinamento e le modalità per gestire l’imbarco e lo sbarco di passeggeri, nonché i flussi turistici.

In realtà, si tratta di una storia che va avanti da anni.

L’isola, infatti, era stata chiusa per sei mesi, tra il 26 aprile e il 26 ottobre dello scorso anno, per far fronte all’inquinamento ambientale e alle violazioni della zona di non edificazione sulla sua spiaggia principale, famosa per la sua sabbia fine e bianca. Per continuare a proteggere l’ambiente dell’isola, le autorità filippine hanno fissato un numero massimo di turisti valido per tutto l’anno, pari a 19.125, sulla base di uno studio scientifico che ha determinato la capacità massima di Boracay.

Per gli abitanti di Boracay, tuttavia, queste misure non bastano. I residenti, infatti, vogliono che il governo vieti completamente l’attracco delle navi da crociera, poiché a loro avviso non apportano reali benefici in termini economici e, anzi, causano solo un aumento del traffico – oltre a inquinare le acque.

Una possibile soluzione

Una soluzione che sembra realizzabile sarebbe dirottare i flussi turistici su Manila, la capitale delle Filippine.

L’idea avanzata dal comitato è far atterrare i visitatori provenienti da destinazioni più lontane a Manila, effettuare l’imbarco direttamente lì, e quindi spostarsi nelle acque del sud-est asiatico solo per la navigazione. Affinché il piano sia praticabile, però, è necessaria la collaborazione dei paesi da cui provengono i maggiori flussi, come Cina, Hong Kong, Taiwan, Taiwan, Giappone, Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Australia. A quanto pare comunque, i primi successi non hanno tardato ad arrivare: grazie ai negoziati con il governo filippino, dal 2017 la compagnia Star Cruises fa partire le sue navi dal porto di Manila.

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